Brindisi, 16/03/2010
Adoc: avevamo ragione sui pericoli del 3D
Con il parere espresso nella giornata di ieri da parte del Consiglio Superiore della Sanità in merito all’utilizzo degli occhiali per la visione in 3D dei film nelle sale cinematografiche vengono di fatto confermati dubbi e perplessità avanzate dall’ADOC anche a livello locale su tale tema.
Ricordiamo che appena qualche giorno fa l’ADOC di Brindisi assieme alla struttura di Lecce avanzò richiesta di maggiori controlli da parte degli organismi preposti al fine di tutelare maggiormente i cittadini delle province interessate. Una vertenza quella degli occhiali 3D che ha avuto come obiettivo primario la tutela della salute dei cittadini a seguito degli effetti collaterali riscontrati dopo la visione dei film in diversi soggetti e per l’aspetto igienico carente a causa del passaggio del dispositivo da uno spettatore all’altro senza l’adozione di idonee misure di sterilizzazione. Altro aspetto importante riguardava la non conformità in quanto sprovvisti di marchio CE, da questo punto di vista ancora tali dispositivi non sono riconosciuti come veri e propri occhiali e quindi in violazione delle normative comunitarie in materia.
Accogliamo favorevolmente, quindi, le disposizioni emanate dal Ministero su parere del CSS che di fatto vietano l’utilizzo degli occhialini per i bambini al di sotto dei 6 anni di età ( Il limite per i bambini viene consigliato in quanto «qualche disturbo di ordine funzionale, senza determinare danni o patologie irreversibili, può insorgere in soggetti di tenera età, sia perchè ancora la visione binoculare non è presente o non è del tutto consolidata, sia perchè essi possono essere affetti da strabismo o da ambliopia o da altro difetto visivo (diagnosticato o meno), sia perchè possono trovarsi in fase di riabilitazione del visus»), limitano per gli adulti i tempi d’uso («Non sussistono controindicazioni cliniche all’utilizzo degli occhiali 3D per la visione di spettacoli cinematografici, purchè condizionato a moderati periodi di tempo, da programmare prevedendo l’interruzione della proiezione del filmato proporzionalmente alla sua durata complessiva») ed impongono la fornitura monouso degli stessi. Infatti, come si legge nel documento, il rischio di trasmissioni di infezioni batteriche e virali, legate all’ utilizzazione inadeguata di questi occhiali nella sequela della distribuzione agli spettatori, «tende ad aumentare».
Il parere, che ci risulta essere stato inviato, ai dipartimenti di prevenzione delle Asl, al Ministero per lo Sviluppo economico e al Comando dei Carabinieri per la tutela della salute speriamo dia avvio ai controlli anche a livello provinciale onde evitare ulteriori violazioni in danno dei cittadini.
COMUNICATO STAMPA ADOC BRINDISI
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